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Terpeni e altre molecole

I terpeni appartengono agli idrocarburi organici e sono le principali sostanze chimiche che determinano gli odori. Tutti i vegetali si distinguono per il loro particolare profilo terpenico, compresa frutta, verdura e cannabis.

I terpeni estratti dalle piante sono i componenti più importanti degli oli essenziali utilizzati in fitoterapia, alimentazione, cosmetica, igiene della casa e industriale. Nei vegetali i terpeni sono coinvolti nella sintesi di vitamine, ormoni, oli e resine. Svolgono anche ruolo di difesa contro parassiti e predatori. Nella cannabis i terpeni sono prodotti nei tricomi insieme ai cannabinoidi e costituiscono fino al 20% degli oli estraibili dalla pianta. La produzione di terpeni varia notevolmente con le condizioni ambientali, anche all’interno di una stessa varietà. La cannabis resta fra le piante con maggiore complessità di terpeni, da cui derivano i caratteristici aromi.

Utilizzo terapeutico dei terpeni

I terpeni esercitano il loro effetto sul nostro organismo sia a piccole, sia a grandi concentrazioni. Gli usi terapeutici ne prevedono l'inalazione o l'ingestione. Dagli studi scientifici alcuni terpeni risultano antimicrobici, anticancerogeni, antiossidanti, analgesici, antinfiammatori, rilassanti muscolari, antidepressivi, ansiolitici e sedativi, vasocostrittori oppure vasodilatatori, esaltatori percettivi. Alcuni possono risultare repellenti per gli umani o per animali e parassiti. Altri si legano debolmente con i recettori neuronali oppure modificano la permeabilità delle membrane cellulari.

Effetto entourage e potenzimento dell'azione dei cannabonoidi

Nell’assunzione di cannabis per scopi medicinali, il risultato terapeutico della combinazione fra diversi terpeni e cannabinoidi è chiamato effetto entourage. I primi studi che intuivano l'esistenza di altri principi attivi oltre ai cannabinoidi risalgono al 1974, mentre le ricerche più importanti sono pubblicate nel 2010 dallo studioso Ethan B. Russo. Questi studi hanno dimostrato sia i legami dei terpeni con neurotrasmettitori come i recettori CB1 e CB2, sia la loro azione sulla permeabilità cellulare.

Quest'ultima proprietà può risultare importante per modulare l’assimilazione di altri principi attivi: ad esempio il limonene consente in alcuni casi di ridurre la dose necessaria di THC grazie alla sua azione di aumento della moderata biodisponibilità dei cannabinoidi. I terpeni possono anche influenzare la produzione endogena di dopamina e serotonina, modificando gli stati dell'umore. In  sintesi l’effetto entourage fra terpeni e cannabinoidi è in grado di modificare e potenziare l’azione delle singole molecole. Questo spiega il motivo per cui i derivati organici della pianta di cannabis con il loro mix naturale di principi attivi risultano più efficaci rispetto ai cannabinoidi sintetici.

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