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CBDV

Purexis - Cannabonoidi - Cbdv

La cannabidivarina (CBdV) è un cannabinoide simile al CBD da un punto di vista chimico. È una sostanza ancora poco conosciuta in ambito medico e si trova in quantità significative solo in alcune varietà di cannabis. Non è psicoattiva e non rientra nelle tabelle delle sostanze stupefacenti. Gli studi oggi disponibili hanno dimostrato l’esistenza di un canale d’azione neuronale della CBdV che determina effetti anticonvulsivi, modulando l’attività epilettica sia nell’ampiezza, sia nella durata delle sindromi.

Sono in corso studi con risultati promettenti sull’utilizzo combinato di CBD e CBdV. Ricerche di laboratorio indicano che i recettori neuronali coinvolti nell’azione antiepilettica della cannabidivarina sono quelli di tipo TRP, come i vanilloidi TPRV1, quindi differenti dai recettori CB1 e CB2 attivati dai principali cannabinoidi THC e CBD. Esiste un nuovo interessante studio sull’azione dei cannabinoidi sui canali TPRV1 compiuto dal Endocannabinoid Research Group del CNR di Napoli. Una ricerca del gruppo di Vincenzo di Marzo sull’azione modulatrice di CBD e CBdV sui recettori neuronali coinvolti nelle forme epilettiche dimostra l’effetto entourage dei due cannabinoidi. Uno studio pubblicato sul British Journal of Pharmacology riconosce l’attività anticonvusiva della cannabidivarina nelle cavie di laboratorio. Studi su cavie hanno inoltre dimostrato che la cannabidivarina svolge azione contro la nausea, beneficio portato anche da altri cannabinoidi come THC e THCV.

Anche se i risultati ottenuti sui topi non possono considerarsi validi su pazienti umani, gli studi sulla CBdV come anticonvulsivo privo di effetti collaterali sulle funzioni motorie sono molto promettenti. Un farmaco con CBdV contro l’epilessia si trova ora nelle fasi finali di test clinici e la GW Pharmaceuticals ha brevettato per 15 anni un trattamento contro l’epilessia a base di cannabidivarina.

La modulazione dei recettori vanilloidi da parte della cannabidivarina ha portato ad altre ricerche: vediamo ancora il gruppo di Vincenzo di Marzo impegnato in uno studio sull'azione antinfiammatoria della CBdV sul tratto gastrointestinale. Questa indicazione scientifica apre nuove possibilità per la cura di patologie come il morbo di Crohn.

Troviamo infine una tesi di laurea che porta interessanti esperimenti con la CBdV nei tumori del sistema nervoso centrale: "La CBDV induce una significativa riduzione concentrazione-dipendente della vitalità cellulare di cellule U87 del glioma e tale effetto antiproliferativo non è mediato né dai recettori cannabici CB1 e CB2 né dal recettore vanilloide TRPV1. La CBdV sembra inibire non solo la capacità delle cellule tumorali di migrare, ma anche la loro capacità invasiva. Nella linea di glioma umano U87, anche il cannabinoide non psicoattivo CBdV possiede un significativo effetto antiproliferativo, antimigratorio e antinvasivo".

Scheda tecnica

  • Formula: C19H26O2
  • Punto di decarbossilazione: xx °C
  • Solubilità: scarsa in acqua, buona in solventi organici
  • Punto di fusione: xx °C
  • Punto di ebollizione: xx °C
  • Dose letale: 
  • Biodisponibilità: xx-xx% per via orale, xx-xx% per inalazione

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