Purexis SA
×
 x 

Carrello vuoto
Shopping cart - Carrello vuoto

Consumo di "canapa light" tra i più giovani

Consumo di "canapa light" tra i più giovani

Anche se un quarto dei consumatori in Svizzera ha più di 35 anni, il consumo di canapa è prerogativa di giovani e giovani adulti. Gli uomini sono nettamente più numerosi delle donne, soprattutto per quanto riguarda il consumo regolare. Una percentuale che oscilla tra un quinto e un quarto dei consumatori di età inferiore a 35 anni consuma cannabis quotidianamente o quasi. Ma gli effetti della marijuana sono gli stessi della canapa "light"?

La pianta della Cannabis sativa L. è fonte di un gran numero di principi attivi; essa produce una complessa miscela si sostanze chimiche, di cui le più importanti sono i fitocannabinoidi. Tra questi il solo psicoattivo è il Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) e la potenza della cannabis è definita in termini di concentrazione (%) di questo principio. Un altro importante principio attivo è rappresentato dal cannabidiolo (CBD), un composto con effetto antagonista rispetto al THC, quindi non psicotropo, che contribuisce a migliorare l’azione del THC perché ne influenza positivamente la farmacocinetica e riduce gli effetti collaterali sul respiro, frequenza cardiaca, e la memoria.

Il rapporto THC/CBD è molto importante perché è questo che determina l’azione psicoattiva della cannabis e in generale può alterare notevolmente gli effetti della droga.

Per esempio, le piante di canapa industriale (da fibra) hanno un contenuto predominante di CBD e solo tracce di THC, al contrario quelle coltivate a scopo farmaceutico o per l’utilizzo illegale contengono principalmente THC.

Uno studio del 2010 comparso sul British Journal of Psychiatry, prende in esame e confronta gli effetti della canapa ricca di CBD confrontata con la marijuana classica. In 134 volontari, utilizzatori regolari di cannabis, tra i 16 e i 23 anni, è stato condotto uno studio per osservare gli effetti sulla memoria dei costituenti della marijuana fumata, in particolare del THC e del CBD. I volontari, divisi in due gruppi, hanno quindi fumato marijuana con differente contenuto di CBD; in quella con "alto-CBD" la sostanza era presente in concentrazioni superiori allo 0.75%, in quella con "basso-CBD" non superava lo 0.4%, il contenuto di THC non differiva significativamente. I soggetti sono stati sottoposti a test valutativi, sia quando erano intossicati (quando fumavano), sia quando non erano più intossicati dalla marijuana.

Secondo i risultati dello studio, solo coloro i quali avevano fumato cannabis a basso contenuto di CBD mostravano, quando acutamente intossicati, una riduzione della prova di memoria sia immediatamente (P=.002) sia quando veniva proposta con un pò di ritardo (P<.001). Al contrario i volontari che fumavano ceppi di cannabis con maggiore percentuale di CBD non mostravano alcun deficit acuto nel "ripetere una poesia, un testo" – prova semplice, ma considerata sufficientemente buona per rilevare le prestazioni mnemoniche quotidiane). Le prestazioni di entrambi i gruppi non differivano quando non fumavano perché di fatto, non vi erano differenze preesistenti tra i gruppi, ma relative alla qualità della cannabis fumata.

Da quanto sopra brevemente descritto si evince che, le varietà di canapa "light" attualmente in commercio, caratterizzate da altissimi contenuti di CBD (5-20%) non hanno gli stessi effetti della marijuana sullo sviluppo di strutture nervose anche se consumata in età precoce (16-18 anni).

Condividi

Newsletter

Pagamenti accettati