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CBD puro, è un farmaco?

CBD puro, è un farmaco?

L’interesse scientifico nei confronti dei medicamenti ricavati dalla Cannabis si è riaffermato all’inizio del XXI secolo, messa al bando agli inizi del XX secolo e cancellata nel 1942 dalla U.S. Pharmacopeia.
Nella cannabis sativa indica sono state identificate oltre 400 sostanze chimiche differenti, oltre 60 delle quali appartengono alla famiglia dei cannabinoidi (composti a 21 atomi di carbonio presenti nella pianta e comprende anche i loro prodotti di trasformazione e relativi analoghi).

Lo statuto della cannabis e dei suoi derivati varia da paese a paese, il contenuto di THC, insieme ad altri requisiti permettono di inquadrare questa pianta in varie categorie:

  • Canapa industriale
  • Stupefacente
  • Farmaco o formulazione galenica

Il cannabidiolo (CBD) è probabilmente il più noto dei cannabinoidi nella pianta di cannabis, insieme al THC. Sebbene i due composti condividono le stesse radici, non portano gli stessi tratti, e i loro effetti sul corpo umano sono molto diversi.

Il cannabidiolo (CBD), contrariamente al THC, non ha effetto psicoattivo. Interagisce con vari recettori e apparentemente riduce anche l’effetto psicotropo del THC. Tra i suoi potenziali effetti terapeutici, esercita un’azione antiossidante, antinfiammatoria, anticonvulsivante, antiemetica, ansiolitica, ipnotica o antipsicotica.

Sebbene gli effetti benefici del CBD siano stati confermati da vari studi clinici pubblicati sulle più importanti riviste del settore, il CBD non è ancora stato normato come farmaco nella maggior parte dei paesi.

Andando a vedere più in dettagli la situazione Europea si evince che:

  • Nel Regno Unito il Ministero della Salute ha indicato il CBD come farmaco, andando quindi a riconoscerne l’utilità e l’efficacia, ma allo stesso tempo vietandone la vendita, oltre che ogni forma di promozione e pubblicità. La decisione presa dal Regno Unito può essere vista in una duplice ottica: sicuramente come passo avanti, dato che il CBD è stato ora inquadrato come farmaco a tutti gli effetti. Ma per altri versi è una battuta d’arresto, perché la sostanza dovrà ora stare alle norme che regolano ogni medicinale; di conseguenza migliaia di pazienti dovranno sospendere le cure con i farmaci a base di Cannabidiolo, dato che le aziende produttrici avranno bisogno di tempo per adeguarsi alla normativa.
  • Nella Farmacopea Tedesca DAC/NRF (Deutscher Arzneimittel-Codex/Neues Rezeptur-Formularium) è stata inserita la monografia della Cannabis, ma non è ancora stato immesso sul mercato nessun medicinale e/o monopreparato omologato contenente CBD. In data 1° ottobre 2016 il CBD è stato inserito nell’ordinamento delle prescrizioni farmaceutiche tedesco, il che significa che, in Germania la dispensazione prevede una prescrizione medica. Tuttavia, queste prescrizioni si applicano solamente in Germania, ciò significa che, nel vendere un medicinale, il farmacista applica le norme nazionali. Se il CBD nel vostro paese non è normato come farmaco non può essere richiesta la ricetta medica e nemmeno standard di produzione farmaceutici (GMP).
  • Nella maggior parte dei paesi, dove il CBD non è normato come farmaco, questo cannabinoide risulta essere facilmente acquistabile, purché sulla confezione non risultino indicazioni sulle proprietà curative. Infatti, in commercio si trovano spesso materie prime contenenti CBD senza una destinazione d’uso. Non sono qualificabili in maniera univoca poiché se ne possono ricavare vari prodotti diversi con diversa destinazione d’uso, a loro volta soggetti a legislazioni differenti. Una classificazione delle materie prime a base di CBD senza conoscere il dosaggio del prodotto finale e della destinazione d’uso non è possibile. La situazione può essere paragonata a quella della caffeina o della nicotina: nonostante l’azione farmacologica, tali sostanze trovano applicazione in diverse categorie di prodotti – alimenti, integratori alimentari, impieghi tecnici ecc.
  • Il CBD puro, estratto in polvere, è un esempio di materia prima, che non necessita di standard produttivi GMP – non essendo un farmaco -, che può essere utilizzata in numerosi ambiti purché sia accompagnata dalla documentazione necessaria (analisi microbiologiche, metalli pesanti, pesticidi). Questo prodotto viene estratto da ditte specializzate, che hanno a disposizioni macchinari estrattivi particolari (estrazione con la CO2) che non si trovano nei laboratori di piccole ditte o farmacie.

L’uso della canapa medica sta prendendo sempre più piede, ma solo alcune varietà di canapa possono essere impiegate quale medicamento e/o per l’allestimento di preparazioni galeniche. In Italia ad esempio gli unici prodotti che possono essere impiegati per l’allestimento di preparazioni galeniche a base di Cannabis sono i prodotti vegetali commercializzati dall’Office of Medicinal cannabis del Ministero olandese della Salute, welfare e sport, nonché la produzione nazionale di cannabis per uso medico presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM). Le infiorescenze di cannabis di piante ad alto contenuto di THC (> dello 0,2%) devono essere trasformate in sostanze attive, che a loro volta sono impiegate per l’allestimento di: cartine, capsule apribili, capsule decarbossilate, olio.

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