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Uno studio ha evidenziato che il cannabidiolo può aumentare l’efficacia degli antibiotici

L’elenco dei disturbi che trarranno beneficio dall’uso di cannabidiolo (CBD) sembra crescere ogni giorno. Ora, i ricercatori hanno scoperto un altro beneficio potenzialmente rivoluzionario e forse sorprendente del noto fitocannabinoide. Una delle maggiori preoccupazioni per i medici di tutto il mondo è la lotta contro la crescente resistenza batterica agli antibiotici. In uno studio sul CBD condotto presso l’Università di Westminster, i ricercatori hanno scoperto che il cannabidiolo potrebbe essere in grado di aumentare l’efficacia dei trattamenti antibiotici, in particolare per E. coli. Piccoli composti rilasciati dai batteri promuovono lo sviluppo di membrane vescicolari che possono compromettere l’efficacia degli antibiotici. Il CBD, in questo studio, ha dimostrato la capacità di impedire a E. coli di sviluppare membrane vescicolari. Di conseguenza, gli antibiotici sono stati in grado di distruggere i batteri e impedire loro di diffondersi. “Se applicato in combinazione con una gamma di antibiotici, il CBD ha aumentato gli effetti antibatterici di antibiotici selezionati, a seconda del tipo di batteri”, si legge nello studio. “Il CBD, in combinazione con antibiotici specifici, può quindi essere eventualmente utilizzato come adiuvante per colpire selettivamente i batteri per sensibilizzarli al trattamento antibiotico e ridurre la resistenza agli antibiotici.” Altri studi precedenti avevano già messo in evidenza il potenziale del CBD di aumentare l’efficacia dei trattamenti antibiotici, ma i ricercatori non sono stati in grado di identificare con precisione il motivo. Comprendere questo processo potrebbe rappresentare ora la chiave per i professionisti sanitari poiché sono di estrema attualità le preoccupazioni circa la crescente perdita di inefficacia dei farmaci antibiotici. Se i “superbatteri”, come vengono chiamati, continuano ad aumentare la loro capacità di resistere alle cure disponibili, gli scienziati ritengono che i decessi in tutto il mondo possano aumentare dalle attuali stime di 700.000 morti all’anno a 10 milioni di persone ogni anno entro il 2050. “I nostri risultati evidenziano che l’applicazione di olio di cannabis, in combinazione con il trattamento antibiotico, potrebbe essere un’aggiunta interessante allo sviluppo di nuovi antibiotici per aiutare a ridurre la resistenza agli antibiotici, soprattutto dato che la resistenza agli antibiotici è in aumento e si prevede che sia un disastro sanitario globale, ” ha indicato il Dr. Sigrun Lange, ricercatore a capo dello studio. Naturalmente, saranno necessarie ulteriori ricerche per concludere definitivamente che il CBD potrebbe essere utilizzato per migliorare il trattamento antibiotico ma il potenziale già evidenziato è molto incoraggiante per l’intera comunità medica. “Il prossimo passo è ora quello di organizzare studi clinici per fornire prove di beneficio in pazienti reali”, ha infine dichiarato Lange.

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